Quando all’interno di un nucleo familiare emergono gravi situazioni di conflittualità o maltrattamenti, il diritto di famiglia prevede strumenti rapidi per tutelare i soggetti più deboli, in primis i figli minori. Una recente ordinanza del Tribunale di Bologna offre un quadro chiaro di come la giustizia civile intervenga, in via provvisoria e urgente, per riorganizzare la vita familiare e proteggere i bambini in pendenza di un procedimento penale.
Il contesto e la crisi familiare
La vicenda scaturisce da una segnalazione alle forze dell’ordine che ha dato il via a un procedimento penale a carico del marito per presunti maltrattamenti in famiglia, rivolti sia verso la moglie che nei confronti dei minori conviventi. Nell’ambito di tale procedimento era stata inizialmente disposta la misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento, provvedimento poi revocato in un secondo momento.
Nonostante l’evoluzione della vicenda penale (per la quale è stato disposto il giudizio immediato), il Giudice civile ha dovuto regolamentare con urgenza la gestione dei figli e l’aspetto economico, basandosi sui gravi indizi emersi e sulla necessità di garantire la serenità dei bambini.
Le decisioni del Tribunale: tutela e monitoraggio
Il Giudice, valutando la delicatezza della situazione e le parziali ammissioni dell’uomo in ordine alla condotta distruttiva e alla “violenza assistita” (ossia il trauma dei figli nel testimoniare i maltrattamenti), ha adottato i seguenti provvedimenti temporanei:
1. Affidamento esclusivo e collocamento
I figli comuni della coppia sono stati affidati in via esclusiva alla madre, presso la quale è stato stabilito il loro collocamento prevalente. Alla madre è stata inoltre assegnata la casa familiare, affinché possa continuare ad abitarvi con i figli.
2. Incontri protetti e ruolo dei Servizi Sociali
Per preservare il rapporto tra padre e figli in totale sicurezza, il Tribunale ha disposto che gli incontri avvengano inizialmente in forma protetta, sotto la stretta regia e il mandato dei Servizi Sociali.
Le disposizioni economiche
Il Tribunale ha analizzato la situazione reddituale di entrambe le parti e disposto il mantenimento per i figli, alla luce anche del fatto che i figli sono stabilmente collocati presso la madre in via esclusiva, il padre è stato condannato a versare un assegno mensile congruo per ciascun figlio, oltre alla rivalutazione ISTAT e alla copertura del 70% delle spese straordinarie.
L’Assegno Unico in virtù del regime di affidamento esclusivo, il Tribunale ha stabilito che l’Assegno Unico per i figli spetti al 100% alla madre.
Nota di principio: Nei casi in cui sussistano condotte violente o gravemente pregiudizievoli, l’interesse superiore del minore impone una deroga temporanea alla regola dell’affidamento condiviso. Il sistema si attiva non per recidere i legami, ma per metterli in sicurezza attraverso un monitoraggio costante delle istituzioni e dei Servizi Sociali.